“As Time Goes By”, musiche dal Settecento a oggi con il pianista Alfonso Alberti  sabato 7 novembre alla Camera del Lavoro di Milano


Nel nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, il pianista Alfonso Alberti fa dialogare tra loro Bach, Beethoven, Schubert, Mozart, Chopin, Schumann, Andreoni, Diabelli, Di Bari e Castaldi

MILANO – Torna all’Atelier Musicale, la rassegna in bilico tra jazz, classica e contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, un pianista e uno studioso del calibro di Alfonso Alberti, che sabato 7 novembre proporrà alla Camera del Lavoro di Milano un concerto di assoluta originalità, intitolato As Time Goes By, come la famosa canzone divenuta popolarissima grazie al film Casablanca (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa).
Il programma dell’esibizione di Alberti è costruito attraverso intrecci e rimandi che ripercorrono quasi trecento anni di storia della musica, facendo dialogare tra loro Mozart e Bach con autori che dall’Ottocento giungono ai giorni nostri. L’emozionante percorso comincia e finisce con l’aria mozartiana Là ci darem la mano, dal Don Giovanni, fulcro della pagina di Chopin e del finale perduto della Sonata di Schumann, qui completata da Alessandro Solbiati. Un famoso corale bachiano (Ich ruf zu Dir, Herr Jesu Christ) è invece presentato nella riscrittura di Busoni, mentre il celeberrimo Valzer di Diabelli diventa lo spunto per il gioco di variazioni di Schubert, dell’Arciduca Rodolfo D’Asburgo e, ovviamente, di Beethoven, di cui viene scelta la Variazione XX, la più enigmatica delle 33 scritte dal Titano di Bonn, alla cui Sonata n.110 si ispira poi Paolo Castaldi nella bellissima composizione in repertorio (Tod und – Résurrection).
Anche il compianto Marco Di Bari (Premier cristal d’après Beethoven) entra magistralmente nel mondo di Diabelli attraverso il filtro di Beethoven, mentre il valzer originale e le varianti di Schubert e addirittura dell’Arciduca Rodolfo offrono un quadro singolare, quanto raramente proposto, della eterogeneità tra la pagina diabelliana e il modo di affrontarla da parte di autori molti diversi tra loro. Infine, a completare il cerchio di intrecci e relazioni, Roberto Andreoni (E noi che di notte vegliammo) guarda con acume al mondo di Chopin e il già citato Solbiati entra con il cesello in quello di Schumann.
Pianista, scrittore e divulgatore (pubblica libri per gli editori LIM e L’Epos e cura edizioni musicali per Ricordi e Durand), Alfonso Alberti ha da tempo sviluppato una forma di “concerto dialogato” con cui mette il pubblico di fronte ai caratteri mutevoli del repertorio pianistico, offrendo chiavi di lettura sempre nuove. Come concertista, ha suonato in contesti quali la Konzerthaus di Vienna, il Lacma di Los Angeles, la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, la Cappella Paolina del Quirinale, il Teatro Bibiena di Mantova e la Tonhalle Düsseldorf. Fra i direttori con cui ha collaborato si ricordano Philippe Béran, Tito Ceccherini, Gustav Kuhn, Yoichi Sugiyama, Arturo Tamayo e Pierre-André Valade. Alberti ha pubblicato più di venti dischi solistici o cameristici e collabora regolarmente con la web-tv Limenmusic. Convinto sostenitore delle musiche del presente, gli sono state affidate più di cento prime esecuzioni assolute. Intensa è anche la sua attività cameristica ed è membro stabile dell’Ensemble Prometeo.

ATELIER MUSICALE, XXXII EDIZIONE
SABATO 7 NOVEMBRE 2026, ORE 17.30
CAMERA DEL LAVORO DI MILANO
Alfonso Alberti – As Time Goes By – Musiche dal Settecento a oggi
Alfonso Alberti (pianoforte)

Programma
F. Chopin: Variazioni op. 2 su Là ci darem la mano
(estratto: Tema/Variazione I/Variazione V/Finale);
R. Andreoni: E noi che di notte vegliammo
Quattro miniature notturne à la mémoire de F. Chopin
(1. Sogno di mille e una notte santa d’estate; 2. A che tante facelle? 3. Notturno locale; 4. Passacaglia dell’Innominato);
A. Diabelli: Valzer;
F. Schubert: Variazione su un valzer di Diabelli;
Arciduca Rodolfo d’Asburgo: Variazione su un valzer di Diabelli;
M. Di Bari: Premier cristal d’après Beethoven;
L. Van Beethoven: Variazione XX su un valzer di Diabelli;

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